The Eye that Cries

The Eye that Cries

Campo de Marte, Lima, Peru

2005

Author: Lika Mutal

 

The Eye that Cries è un memoriale realizzato nel 2005 da Lika Mutal – artista olandese che vive tra New York e Lima – in onore delle migliaia di vittime del ventennale conflitto armato in Peru (1980 – 2000), con l’obiettivo di rafforzare la memoria collettiva del popolo peruviano e promuovere pace e riconciliazione nel paese.

Storia della fondazione e descrizione del memoriale

L’opera – parte di un più grande progetto di memorializzazione chiamato The Memory Alameda – è situata in un distretto di Lima presso il Campo de Marte e raffigura un’antica divinità di nome Pachamama – che in lingua quechua significa Madre terra – scolpita in una pietra risalente all’epoca pre-Inca. Da una piccola pietra incastonata su di essa scorre continuamente l’acqua, simboleggiando un occhio che piange. Il monumento è avvolto da un percorso labirintico segnato da undici fasce costituite da 32.000 sassi bianchi. Il labirinto va percorso dall’esterno verso il centro come in una sorta di pellegrinaggio, in cui il visitatore cammina «in search of forgiveness, cleansing, and reconciliation within themselves and with others.» Su 27.000 di questi sassi bianchi sono iscritti i nomi, l’età e l’anno di morte o di scomparsa delle vittime, grazie al lavoro di circa ottanta tra artisti, religiosi e attivisti.

Il memoriale venne realizzato in primo luogo come un modo per commemorare le circa 70.000 vittime delle violenze commesse sia dal governo militare peruviano che dai gruppi guerriglieri comunisti che si batterono contro di esso. Tra questi il gruppo principale era il Sendero Luminoso, costituito da terroristi famosi per le loro azioni violente e radicali contro chiunque si opponesse alle loro ideologie politiche. Molti crimini commessi durante il ventennio rimasero nascosti fino a quando venne istituita la Comisión de Verdad y Reconciliación (CVR). Un’analisi svolta a partire dal 2003 contò 62.280 tra morti o scomparsi, circa 60.000 rifugiati e 40.000 orfani. La Commissione svelò anche che circa l’85% delle vittime del ventennio di violenze erano indigeni che abitavano luoghi interni isolati. Per il suo progetto, l’artista trasse ispirazione da una sua visita alla mostra “Yuyanapaq: To Remember”, organizzata dalla CVR, che mostrava 200 fotografie scattate durante il conflitto: immagini di dolore, perdita, conflitto e distruzione.

Competing memories

Quando Lika Mutal iniziò a lavorare alla sua opera, le venne data come riferimento una lista dei nomi delle vittime del lungo periodo di violenze. A sua insaputa, tra quelli delle migliaia di persone uccise durante le decadi del conflitto armato, vi erano anche i nomi di 41 membri del Sendero Luminoso assassinati nel 1992 nel carcere Castro Castro.

Nonostante l’artista avesse inteso realizzare un monumento che risvegliasse la coscienza dei peruviani rispetto al loro violento passato, l’opera divenne ben presto oggetto di numerose controversie e venne perfino definita “un omaggio ai terroristi”. A tal proposito venne a lungo dibattuto il concetto stesso di vittima e se un criminale potesse essere considerato una vittima : nonostante la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani consideri vittime anche “those killed extra judicially, including convicted criminal”, la maggior parte dei peruviani riteneva che i senderos fossero dei terroristi, responsabili della morte della maggior parte delle vittime del conflitto armato. L’artista stessa, due anni dopo l’inaugurazione del monumento e dopo che il sole aveva sbiadito e quasi cancellato le iscrizioni sui sassi, si mostrò d’accordo a non scrivere nuovamente su di essi i nomi dei terroristi: «Nature has taken care of their erasure here. (…) I want to remember and re-inscribe the innocent victims, and I cannot see how the terrorists can lie side by side with the innocents.»

Tra i numerosi atti di vandalismo a cui è stato soggetto il monumento, particolarmente distruttivo fu quello del 23 settembre 2007, in cui un gruppo di uomini e donne danneggiarono la pietra centrale rappresentante Pachamama e versarono vernice arancione su di essa e sul labirinto di sassi, distruggendone gran parte.

The Eyes That Cries, Lima, Perù - Photo via brandeis.edu

The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via brandeis.edu

The Eye That Cries, Lima, Perù - Photo via skyscrapercity.com

The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via skyscrapercity.com

The Eye That Cries, Lima, Perù - Photo via bareader.wordpress.com

The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via bareader.wordpress.com

Inscribed rocks, The Eye That Cries, Lima, Perù - Photo via blake-allen-collins.tumblr.com

Inscribed rocks, The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via blake-allen-collins.tumblr.com

Inscribed rocks, The Eye That Cries, Lima, Perù - Photo via opendemocracy.net

Inscribed rocks, The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via opendemocracy.net

September the 23rd, 2007 - Attack - The Eye That Cries, Lima, Perù - Photo via worldpress.org

September the 23rd, 2007 – Attack – The Eye That Cries, Lima, Perù – Photo via worldpress.org

 

More information:

www.ncsu.edu

Katherine Hite, Politics and The Art of Commemoration. Memorials to struggle in Latin America and Spain, Routledge, Oxon, United Kingdom, 2012